Visualizzazione post con etichetta Spirito Santo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spirito Santo. Mostra tutti i post

domenica 19 maggio 2024

DOMENICA DI PENTECOSTE - SOLENNITÀ - MESSA DEL GIORNO - ANNO B


Gv 15,26-27;16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
 
   Il Signore, concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio, diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).
   È questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere negli ultimi tempi sui suoi servi e sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. Perciò esso discese anche sul Figlio di Dio, divenuto figlio dell’uomo, abituandosi con lui a dimorare nel genere umano, a riposare tra gli uomini e ad abitare nelle creature di Dio, operando in essi la volontà del Padre e rinnovandoli dall’uomo vecchio alla novità di Cristo.
   Luca narra che questo Spirito, dopo l’Ascensione del Signore, venne sui discepoli nella Pentecoste con la volontà e il potere di introdurre tutte le nazioni alla vita e alla rivelazione del Nuovo Testamento. Sarebbero così diventate un mirabile coro per intonare l’inno di lode a Dio in perfetto accordo, perché lo Spirito Santo avrebbe annullato le distanze, eliminato le stonature e trasformato il consesso dei popoli in una primizia da offrire a Dio.
   Perciò il Signore promise di mandare lui stesso il Paràclito per renderci graditi a Dio. Infatti come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve l’acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la «Pioggia» mandata liberamente dall’alto.
   Il lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell’anima e nel corpo in quell’unità che preserva dalla morte.
   Lo Spirito di Dio discese sopra il Signore come Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e di pietà, Spirito del timore di Dio (cfr. Is 11, 2).
   Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paràclito su tutta la terra, da dove, come disse egli stesso, il diavolo fu cacciato come folgore cadente (cfr. Lc 10, 18). Perciò è necessaria a noi la rugiada di Dio, perché non abbiamo a bruciare e a diventare infruttuosi e, là dove troviamo l’accusatore, possiamo avere anche l’avvocato.
   Il Signore affida allo Spirito Santo quell’uomo incappato nei ladri, cioè noi. Sente pietà di noi e ci fascia le ferite, e dà i due denari con l’immagine del re. Così imprimendo nel nostro spirito, per opera dello Spirito Santo, l’immagine e l’iscrizione del Padre e del Figlio, fa fruttificare in noi i talenti affidatici perché li restituiamo poi moltiplicati al Signore.

venerdì 10 maggio 2024

Messaggio del 08.05.2024 da Angela

Questa sera la Vergine Maria si è presentata tutta vestita di bianco. Anche il manto che la avvolgeva era bianco e ampio e lo stesso manto le copriva anche il capo. Sul capo la Vergine aveva una corona di dodici stelle splendenti. Le mani erano giunte in preghiera e tra le mani una lunga corona del santo rosario bianca come di luce, che le arrivava quasi fin giù ai piedi. I piedi erano scalzi e poggiavano sul mondo. Il mondo, era come avvolto in una grande nube grigia. Mamma aveva gli occhi pieni di lacrime, sul petto il suo cuore di carne era coronato di spine. La Vergine era circondata da tanti angeli piccoli e grandi che cantavano una dolce melodia.

Sia lodato Gesù Cristo 

Cari figli, vi amo, vi amo immensamente.
Figli amatissimi, camminate con me, abbandonatevi tra le mie braccia, io sono sempre con voi. Ogni volta che pregate, io mi unisco alla vostra preghiera e la presento al Padre per mezzo di mio figlio Gesù.
Figli, siate testimoni del mio amore, siate testimoni di preghiera, la vostra vita sia preghiera. Pregate soprattutto con la preghiera del santo rosario, il rosario sia per voi l'arma da usare in questi tempi di confusione e di dolore. Non perdete la fiducia, anche quando tutto intorno a voi vi sembrerà impossibile, non perdete la speranza, ma confidate in Dio, abbandonatevi a Lui e lasciate che sia Lui ad operare. 
Figli, piegate le vostra ginocchia e pregate, andate davanti al tabernacolo e dite il vostro amore a Gesù, parlate a Gesù, adorate Gesù. Egli è lì vivo e vero e ascolta ogni vostra preghiera. Adorate silenziosamente, adorate con semplicità e umiltà, Dio parla nel silenzio.
Figli, anche questa sera vi chiedo di pregare insistentemente per la pace, pregate affinchè l'umanità ritorni sulla strada della conversione. Pregate per le famiglie, pregate per la mia amata Chiesa, pregate per il Vicario di Cristo, pregate affinchè non si perda l'autentico Magistero della Chiesa.

La Vergine, dopo queste parole, ha fatto una breve pausa di silenzio e ha chinato il capo. Alla sua destra ho visto San Michele Arcangelo, a questo punto Lei ha ripreso a parlare e mi ha chiesto di pregare insieme a Lei. Abbiamo pregato a lungo e mentre pregavo con la Vergine, ho avuto una visione.
Poi la Vergine Maria ha ripreso a parlare.

Figli, pregate lo Spirito Santo, pregate con insistenza. Pregate affinchè lo Spirito Santo scenda come rugiada e purifichi tutta la terra. Io non vi lascio soli, non temete, alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà.
Infine Mamma ha benedetto tutti. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

mercoledì 8 maggio 2024

MERCOLEDÌ DELLA VI SETTIMANA DI PASQUA


Gv 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Parole del Papa 

Il Vangelo di san Giovanni ci presenta un brano del lungo discorso di addio, pronunciato da Gesù poco prima della sua passione. In questo discorso Egli spiega ai discepoli le verità più profonde che lo riguardano; e così viene delineato il rapporto tra Gesù, il Padre e lo Spirito. Gesù sa di essere vicino alla realizzazione del disegno del Padre, che si compirà con la sua morte e risurrezione; per questo vuole assicurare ai suoi che non li abbandonerà, perché la sua missione sarà prolungata dallo Spirito Santo. Ci sarà lo Spirito a prolungare la missione di Gesù, cioè a guidare la Chiesa avanti. Gesù rivela in che cosa consiste questa missione. Anzitutto lo Spirito ci guida a capire le molte cose che Gesù stesso ha ancora da dire (cfr Gv 16,12). Non si tratta di dottrine nuove o speciali, ma di una piena comprensione di tutto ciò che il Figlio ha udito dal Padre e che ha fatto conoscere ai discepoli (cfr v. 15). Lo Spirito ci guida nelle nuove situazioni esistenziali con uno sguardo rivolto a Gesù e, al tempo stesso, aperto agli eventi e al futuro. Egli ci aiuta a camminare nella storia saldamente radicati nel Vangelo e anche con dinamica fedeltà alle nostre tradizioni e consuetudini. (Angelus, 22 maggio 2016)

martedì 7 maggio 2024

MARTEDÌ DELLA VI SETTIMANA DI PASQUA


Gv 16,5-11
 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».


Dal «Commento sul vangelo di Giovanni» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo

   Secondo san Paolo quanti comunichiamo alla santa umanità del Cristo, veniamo a formare un sol corpo con lui. Presenta così questo mistero di amore: «Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che i gentili cioè sono chiamati in Cristo Gesù a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della promessa» (Ef 3, 5-6). Se tutti tra di noi siamo membra dello stesso corpo in Cristo e non solo tra di noi, ma anche con colui che è in noi per mezzo della sua carne, è evidente che tutti siamo una cosa sola sia tra noi che in Cristo. Cristo infatti è vincolo di unità, essendo egli al tempo stesso Dio e uomo.
   Quanto all’unione spirituale, seguendo il medesimo ragionamento, diremo ancora che noi tutti, avendo ricevuto un unico e medesimo Spirito Santo, siamo, in certo qual modo, uniti sia tra noi, sia con Dio. Infatti, sebbene, presi separatamente, siamo in molti, e in ciascuno di noi Cristo faccia abitare lo Spirito del Padre e suo, tuttavia unico e indivisibile è lo Spirito. Egli con la sua presenza e la sua azione riunisce nell’unità spiriti che tra loro sono distinti e separati. Egli fa di tutti in se stesso un’unica e medesima cosa.
   La potenza della santa umanità del Cristo rende concorporali coloro nei quali si trova. Allo stesso modo, credo, l’unico e indivisibile Spirito di Dio che abita in tutti, conduce tutti all’unità spirituale.
   Perciò ancora san Paolo ci esorta: Sopportatevi a vicenda con amore, cercate di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti, ed è presente in tutti (cfr. Ef 4, 2-6). Infatti dimorando in noi un unico Spirito, vi sarà in noi un unico Padre di tutti, Dio, per mezzo del Figlio. Lo Spirito Santo riconduce all’unità con sé e all’unità vicendevole fra loro tutti quelli che si trovano a partecipare di lui. E tutti noi evidentemente siamo partecipi dello Spirito. Infatti abbiamo lasciato la vita animale e obbediamo alle leggi dello Spirito. In tal modo abbandoniamo la nostra vita, ci uniamo allo Spirito Santo, acquistiamo una conformità celeste a lui e veniamo trasformati, in certo qual modo, in un’altra natura. Perciò siamo chiamati non più uomini solamente, ma anche figli di Dio e uomini celesti. Siamo resi cioè partecipi della natura divina.
   Tutti siamo una cosa sola nel Padre e Figlio e Spirito Santo: una cosa sola, dico, per l’identità della condizione, la coesione nella carità, la comunione alla santa carne di Cristo e la partecipazione dell’unico Spirito Santo.

martedì 9 aprile 2024

MARTEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA


Gv 3,7-15

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».


Parole del Papa 

«Nascere dall’alto» (Gv 3,7) è nascere con la forza dello Spirito Santo. Noi non possiamo prendere lo Spirito Santo per noi; soltanto, possiamo lasciare che Lui ci trasformi. E la nostra docilità apre la porta allo Spirito Santo: è Lui che fa il cambiamento, la trasformazione, questa rinascita dall’alto. È la promessa di Gesù di inviare lo Spirito Santo (cfr At 1,8). Lo Spirito Santo è capace di fare delle meraviglie, cose che noi neppure possiamo pensare. Un esempio è questa prima comunità cristiana, che non è una fantasia, questo che ci dicono qui: è un modello, dove si può arrivare quando c’è la docilità e si lascia entrare lo Spirito Santo e ci trasforma. Una comunità – diciamo così – “ideale”. È vero che subito dopo di questo incominceranno dei problemi, ma il Signore ci fa vedere fino a dove potremmo arrivare se noi siamo aperti allo Spirito Santo, se siamo docili. In questa comunità c’è l’armonia (cfr At 4,32-37). Lo Spirito Santo è il maestro dell’armonia, è capace di farla e l’ha fatta qui. La deve fare nel nostro cuore, deve cambiare tante cose di noi, ma fare l’armonia: perché Lui stesso è l’armonia. Anche l’armonia fra il Padre e il Figlio: è l’amore di armonia, Lui. E Lui, con l’armonia, crea queste cose come questa comunità così armonica. Ma poi, la storia ci dice – lo stesso Libro degli Atti degli Apostoli – di tanti problemi nella comunità. Questo è un modello: il Signore ha permesso questo modello di una comunità quasi “celeste”, per farci vedere dove dovremmo arrivare. (Omelia Santa Marta, 21 aprile 202)

sabato 9 marzo 2024

Messaggio del 08.03.2024 da Angela

Questa sera la Vergine Maria si è presentata tutta vestita di bianco, anche il manto che la avvolgeva era bianco e ampio, lo stesso manto le copriva anche il capo. Sul capo una corona di dodici stelle splendenti. La Vergine Maria aveva le mani giunte in preghiera, sul petto un cuore di carne coronato di spine. Tra le mani, una lunga corona del santo rosario, bianca come di luce che le arrivava quasi fin giù ai piedi. I piedi erano scalzi e poggiavano sul mondo, il mondo era avvolto da una grande nube grigia, lo vedevo girare e su alcune parti del mondo vedevo come delle grandi macchie scure.
Il volto della Vergine Maria era molto triste, aveva il capo chinato verso il basso, i suoi occhi erano pieni di lacrime, scendevano sul suo volto fino ai suoi piedi, ma quando toccavano la terra quelle macchie sparivano.

Sia lodato Gesù Cristo 

Cari figli, questo è un tempo di preghiera e di silenzio. Questo è un tempo di grazia, vi prego figli, convertitevi e ritornate a Dio.
Figli, il principe di questo mondo tenterà di separarvi dal mio amore cercando di confondere i vostri pensieri, ma voi non abbiate paura, siate forti e perseveranti nella preghiera.
Rafforzatevi con i santi sacramenti, con il digiuno, la preghiera del santo rosario e con le opere di carità. La vostra vita sia preghiera, pregate molto lo Spirito Santo, lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, Egli aprirà i vostri cuori e guiderà ogni vostro passo.
Figli, il mio cuore è trafitto dal dolore nel vedere quanto male c'è nel mondo. Pregate molto per la pace sempre più minacciata dai potenti di questa terra. Pregate molto per la mia amata Chiesa, non solo per la Chiesa universale ma anche per la Chiesa locale. Pregate per il Vicario di Cristo.
Figli amatissimi, pregate Gesù, gettate in Lui ogni vostra paura, non scoraggiatevi non perdete mai la speranza.
Amate Gesù, pregate Gesù, adorate Gesù. Piegate le vostre ginocchia e pregate.

Quando Mamma ha detto : " Adorate Gesù", ho visto una grande luce, e alla destra della Vergine ho visto Gesù sulla croce. Mamma mi ha detto: " Figlia, insieme adoriamo", Lei si è messa in ginocchio di fronte alla croce.
Gesù, aveva i segni della passione, il suo corpo era piagato, in molte parti del corpo le carni erano lacerate ( Come mancanti ). La Vergine Maria, piangeva e lo guardava in silenzio. Gesù guardava sua madre con un amore indescrivibile, un incrocio di sguardi che non ho parole per poter descrivere ciò che ho visto. Gesù era completamente ricoperto di sangue, il capo era trafitto dalla corona di spine, il volto era sfigurato, ma trasmetteva amore e bellezza nonostante fosse una maschera di sangue. Questo momento mi è sembrato interminabile.
Io, pregavo in silenzio, affidando a Gesù ogni cosa e ogni persona che si era affidata alle mie preghiere. Ma particolarmente ho pregato per la Chiesa e per i sacerdoti.
Poi la Vergine Maria, ha ripreso il messaggio.

Cari figli, vegliate con me, pregate con me, non temete, non vi lascio soli, vi sono accanto in ogni momento della vostra giornata e vi avvolgo con il mio manto, lasciatevi amare.

Infine ha benedetto tutti. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

mercoledì 17 maggio 2023

Mercoledì della VI settimana di Pasqua


Gv 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Parole del Papa 

Lo Spirito Santo, poi, come promette Gesù, ci guida «a tutta la verità» (Gv 16,13); ci guida non solo all’incontro con Gesù, pienezza della Verità, ma ci guida anche “dentro” la Verità, ci fa entrare cioè in una comunione sempre più profonda con Gesù, donandoci l’intelligenza delle cose di Dio. E questa non la possiamo raggiungere con le nostre forze. Se Dio non ci illumina interiormente, il nostro essere cristiani sarà superficiale. La Tradizione della Chiesa afferma che lo Spirito di verità agisce nel nostro cuore suscitando quel “senso della fede” (sensus fidei) ... Proviamo a chiederci: sono aperto all’azione dello Spirito Santo, lo prego perché mi dia luce, mi renda più sensibile alle cose di Dio? Questa è una preghiera che dobbiamo fare tutti i giorni: «Spirito Santo fa’ che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni». (Udienza generale, 15 maggio 2013)

martedì 16 maggio 2023

Martedì della VI settimana di Pasqua


Gv 16,5-11
 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».


Parole del Papa 

Paraclito: la parola paraclito vuol dire “quello che è accanto a me per sostenermi” perché io non cada, perché io vada avanti, perché io conservi questa giovinezza dello Spirito. Il cristiano sempre è giovane: sempre. E quando incomincia a invecchiare il cuore del cristiano, incomincia a diminuire la sua vocazione di cristiano. O sei giovane di cuore, di anima o non sei pienamente cristiano. […] Questa è la giovinezza. Una giovinezza che ti fa guardare sempre la speranza: questo, avanti! Ma per avere questa giovinezza ci vuole un dialogo quotidiano con lo Spirito Santo, che è sempre accanto a noi. E’ il grande dono che ci ha lasciato Gesù: questo supporto, che ti fa andare avanti. […] Chiediamo al Signore di non perdere questa rinnovata giovinezza, di non essere cristiani in pensione che hanno perso la gioia e non si lasciano portare avanti … Il cristiano non va mai in pensione; il cristiano vive, vive perché è giovane – quando è vero cristiano.  (Omelia Santa Marta, 28 maggio 2019)

lunedì 15 maggio 2023

Lunedì della VI settimana di Pasqua


Gv 15,26-16,4a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto».


Dal trattato «Sulla Trinità» di Didimo di Alessandria

   Lo Spirito Santo, che è Dio insieme col Padre e col Figlio, ci rinnova nel battesimo, e dal nostro stato di imperfezione ci riporta alla primitiva bellezza e ci riempie della sua grazia, tanto che non possiamo più ammettere in noi nulla di indecoroso. Egli ci libera dal peccato e dalla morte, e da terreni che siamo, cioè fatti di polvere e terra, ci rende spirituali, ci permette di partecipare alla gloria divina, di essere figli ed eredi di Dio Padre, di renderci conformi all’immagine del Figlio suo, suoi fratelli e coeredi, destinati ad essere un giorno glorificati e regnare con lui. Invece della terra ci dà generosamente il cielo e il paradiso. Ci rende ormai più onorati degli angeli. Spegne la fiamma terribile e inestinguibile dell’inferno per mezzo delle divine acque del fonte battesimale.
   Gli uomini infatti vengono concepiti due volte, una volta corporalmente e una volta dallo Spirito divino. Di entrambi questi concepimenti scrissero molto bene i sacri autori. Citerò il loro nome e la loro dottrina.
   Giovanni dice: «A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio; a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue né da volere di carne né da volere d’uomo, ma da Dio sono stati generati» (Gv 1, 13). Quanti, dice, credettero in Cristo, hanno ricevuto il potere di diventare figli di Dio, cioè dello Spirito Santo, e di essere così partecipi della natura di Dio. Infatti per dimostrare che colui che genera è lo Spirito Santo Dio, soggiunge per bocca di Gesù: «In verità, in verità ti dico: se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3, 5).
   Il fonte battesimale, infatti, partorisce, cioè fa emergere visibilmente, il nostro corpo visibile per il ministero dei sacerdoti. Ma, sul piano spirituale, colui che battezza è lo Spirito Santo, del tutto invisibile. Egli battezza in se stesso e rigenera per il ministero degli angeli sia il corpo che l’anima.
   Anche il Battista, in un particolare momento della storia della salvezza e in un modo consono all’espressione «con acqua e in Spirito Santo», dice: «Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco» (Mt 3, 11; Lc 3, 16).
   Come un vaso di argilla il corpo umano ha bisogno per prima cosa di venir purificato dall’acqua, quindi di essere reso saldo e perfetto per mezzo del fuoco spirituale, cioè di Dio che è fuoco divorante. Poi deve accogliere in sé lo Spirito Santo, dal quale riceve la sua perfezione e da cui viene rinnovato: infatti il fuoco spirituale è anche in grado di irrigare e l’acqua spirituale può anche far divampare.

domenica 14 maggio 2023

VI DOMENICA DI PASQUA – ANNO A


Gv 14,15-21

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Dal «Commento sulla seconda lettera ai Corinzi» di
san Cirillo di Alessandria, vescovo  
 
   Chi ha il pegno dello Spirito e possiede la speranza della risurrezione, tiene come già presente ciò che aspetta e quindi può dire con ragione di non conoscere alcuno secondo la carne, di sentirsi, cioè, fin d’ora partecipe della condizione del Cristo glorioso. Ciò vale per tutti noi che siamo spirituali ed estranei alla corruzione della carne. Infatti, brillando a noi l’Unigenito, siamo trasformati nel Verbo stesso che tutto vivifica. Quando regnava il peccato eravamo tutti vincolati dalle catene della morte. Ora che è subentrata al peccato la giustizia di Cristo, ci siamo liberati dall’antico stato di decadenza.
   Quando diciamo che nessuno è più nella carne intendiamo riferirci a quella condizione connaturale alla creatura umana che comprende, fra l’altro, la particolare caducità propria dei corpi. Vi fa cenno san Paolo quando dice: «Infatti anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così» (2 Cor 5, 16). In altre parole: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14), e per la vita di noi tutti accettò la morte del corpo. La nostra fede prima ce lo fa conoscere morto, poi però non più morto, ma vivo; vivo con il corpo risuscitato al terzo giorno; vivo presso il Padre ormai in una condizione superiore a quella connaturale ai corpi che vivono sulla terra. Morto infatti una volta sola non muore più, la morte non ha più alcun potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio (cfr. Rm 6, 8-9).   
   Pertanto se si trova in questo stato colui che si fece per noi antesignano di vita, è assolutamente necessario che anche noi, calcando le sue orme, ci riteniamo vivi della sua stessa vita, superiore alla vita naturale della persona umana. Perciò molto giustamente san Paolo scrive: «Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le vecchie cose sono passate, ecco ne sono nate di nuove!» (2 Cor 5, 17). Fummo infatti giustificati in Cristo per mezzo della fede, e la forza della maledizione è venuta meno. Poiché egli è risuscitato per noi, dopo essersi messo sotto i piedi la potenza della morte, noi conosciamo il vero Dio nella sua stessa natura, e a lui rendiamo culto in spirito e verità, con la mediazione del Figlio, il quale dona al mondo, da parte del Padre, le benedizioni celesti.   
   Perciò molto a proposito san Paolo scrive: «Tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo» (2 Cor 5, 18). In realtà il mistero dell’incarnazione e il conseguente rinnovamento non avvengono al di fuori della volontà del Padre. Senza dubbio per mezzo di Cristo abbiamo acquistato l’accesso al Padre, dal momento che nessuno viene al Padre, come egli stesso dice, se non per mezzo di lui. Perciò «tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati mediante Cristo, ed ha affidato a noi il ministero della riconciliazione» (2 Cor 5, 18).

lunedì 12 dicembre 2022

Messaggio del 08.12.2022 da Simona

Ho visto Mamma, era vestita di bianco, sul capo la corona di dodici stelle e un manto blu che le copriva anche le spalle e le arrivava giù ai piedi, ai quali portava dei semplici sandali. Nella mano destra Mamma aveva un bastone con la punta ricurva e nella sinistra una lunga corona del santo rosario fatta di luce. Alla sinistra di Mamma c’era San Michele Arcangelo con l’armatura e la lancia tra le mani, come un grande guerriero, e al suo fianco San Gabriele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo; alla destra di Mamma c’erano tanti santi e dietro e intorno una miriade di angeli che cantava.


Sia lodato Gesù Cristo 


Ecco figli, vengo a radunare il mio esercito, un esercito per combattere contro il male. Figli amati, dite forte il vostro sì, ditelo con amore e determinazione senza guardarvi indietro, senza se o ma, ditelo con il cuore ricolmo d’amore. Figli miei, lasciatevi inondare dallo Spirito Santo, lasciatevi plasmare in nuove creature. Figli miei, questi sono tempi duri, tempi di silenzio e preghiera. Figli, vi sono accanto, ascolto i vostri sospiri e asciugo le vostre lacrime, nei momenti di dolore, di prova, di pianto stringete con maggior forza la corona del santo rosario e pregate. Figli, nei momenti di dolore correte in chiesa, lì mio Figlio vivo e vero vi attende e vi donerà la forza. Figli miei vi amo, pregate figli, pregate.

Adesso vi do la mia santa benedizione.

Grazie per essere accorsi a me.

giovedì 6 ottobre 2022

Giovedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Lc 11,5-13
 
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Chiedere, cercare e bussare formano un’unica azione in tre momenti, tipici di una preghiera mossa dalla necessità, che non si arrende, non si ferma per stanchezza o sfiducia. Questa preghiera affonda le sue radici nella certezza che Dio è Padre buono e ci ama. A Lui dobbiamo chiedere innanzitutto lo Spirito Santo, perché educhi il nostro modo di sentire, di vedere i bisogni e di chiedere e soprattutto perché spinga la nostra vita verso il desiderio della santità.
Se mi fido del Padre, lascio anche che il dono dello Spirito mi guidi e mi cambi interiormente, perché la mia vita sia unita a Lui.

domenica 5 giugno 2022

Domenica di Pentecoste - Solennità

Liturgia del Giorno

Gv 14,15-16.23b-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo

   Il Signore, concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio, diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).
   È questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere negli ultimi tempi sui suoi servi e sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. Perciò esso discese anche sul Figlio di Dio, divenuto figlio dell’uomo, abituandosi con lui a dimorare nel genere umano, a riposare tra gli uomini e ad abitare nelle creature di Dio, operando in essi la volontà del Padre e rinnovandoli dall’uomo vecchio alla novità di Cristo.
   Luca narra che questo Spirito, dopo l’Ascensione del Signore, venne sui discepoli nella Pentecoste con la volontà e il potere di introdurre tutte le nazioni alla vita e alla rivelazione del Nuovo Testamento. Sarebbero così diventate un mirabile coro per intonare l’inno di lode a Dio in perfetto accordo, perché lo Spirito Santo avrebbe annullato le distanze, eliminato le stonature e trasformato il consesso dei popoli in una primizia da offrire a Dio.
   Perciò il Signore promise di mandare lui stesso il Paràclito per renderci graditi a Dio. Infatti come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve l’acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la «Pioggia» mandata liberamente dall’alto.
   Il lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell’anima e nel corpo in quell’unità che preserva dalla morte.
   Lo Spirito di Dio discese sopra il Signore come Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e di pietà, Spirito del timore di Dio (cfr. Is 11, 2).
   Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paràclito su tutta la terra, da dove, come disse egli stesso, il diavolo fu cacciato come folgore cadente (cfr. Lc 10, 18). Perciò è necessaria a noi la rugiada di Dio, perché non abbiamo a bruciare e a diventare infruttuosi e, là dove troviamo l’accusatore, possiamo avere anche l’avvocato.
   Il Signore affida allo Spirito Santo quell’uomo incappato nei ladri, cioè noi. Sente pietà di noi e ci fascia le ferite, e dà i due denari con l’immagine del re. Così imprimendo nel nostro spirito, per opera dello Spirito Santo, l’immagine e l’iscrizione del Padre e del Figlio, fa fruttificare in noi i talenti affidatici perché li restituiamo poi moltiplicati al Signore.

giovedì 2 giugno 2022

Giovedì della VIIª settimana di Pasqua

Gv 17,20-26

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Gesù vuole che possiamo accedere all’amore di Dio, sentirci amati, grazie alla comunione con Lui. 
Effetto di questa comunione è l’unità tra gli uomini, che avviene grazie alla “Gloria”, cioè grazie allo Spirito Santo che ci è stato donato.
Se impariamo ad accoglierlo, a lasciarlo agire in noi, a non opporci a Lui, a lasciarci plasmare e purificare, allora l’opera dell’unità voluta da Dio può compiersi in noi. 
C’è innanzitutto un’azione della grazia di Dio, a cui deve poi corrispondere l’impegno umano a cercare l’unità e la comunione.
Senza queste cose, non possiamo sentirci davvero amati, non può esserci testimonianza cristiana e il mondo non riesce a credere in Dio.
Impegniamoci allora a invocare lo Spirito e ad accoglierlo ed a cercare la comunione con gli altri in una carità autentica, senza sotterfugi, senza secondi fini, che giustifichi e perdoni, che costruisca comunità.

lunedì 30 maggio 2022

Messaggio del 26.05.2022 da Simona

Ho visto Mamma, era tutta vestita di bianco, sul capo la corona di dodici stelle e un sottile velo bianco trapuntato di puntini d’oro, in petto aveva un cuore di carne palpitante coronato di spine, sulle spalle un manto azzurrino che le arrivava fin giù ai piedi che scalzi poggiavano sul mondo nel quale si susseguivano scene di guerra e catastrofi. Mamma era triste e aveva gli occhi pieni di lacrime, una lacrima le ha rigato il viso ed è caduta sul mondo e lo ha come inondato e tutte le scene di violenza sono finite.

                                                                 Sia lodato Gesù Cristo


Cari figli miei vi amo, e vedervi qui nel mio bosco benedetto mi riempie il cuore di gioia, ascolta figlia.


Ho iniziato a sentire il battito del cuore di Mamma prima piano e poi sempre più forte, al suo battito se ne è aggiunto un secondo più forte, era il battito del cuore di Gesù, poi Mamma ha continuato.


Ecco figli, i nostri cuori battono all’unisono  per voi, per ciascuno di voi; figli ai piedi della croce ho accolto la volontà di mio Figlio, di essere vostra madre, madre dell’umanità, da quel momento il mio cuore ha battuto e batte per ciascuno di voi, spesso è straziato dal vostro comportamento, dai vostri peccati ma ciò non gli impedisce di continuare a battere per voi, ciò non mi impedisce di amarvi e pregare che cambiate la vostra condotta  e torniate al Padre, per amarlo e onorarlo. Figli miei, ho aperto il mio cuore al Padre, e vi chiedo di fare altrettanto, lasciate agire lo Spirito Santo in voi, lasciatevi riempire e plasmare a suo piacimento, aprite i vostri cuori al Signore ed Egli vi inonderà di ogni grazia e benedizione. 

Figli miei, se solo capiste quanto è grande l’amore del Padre per ciascuno di voi, se solo vi lasciaste amare. . .

Adesso vi do la mia santa benedizione.

Grazie per essere accorsi a me.

martedì 24 maggio 2022

Martedì della VIª settimana di Pasqua

Gv 16,5-11
 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Dal «Commento sul vangelo di Giovanni» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo

   Secondo san Paolo quanti comunichiamo alla santa umanità del Cristo, veniamo a formare un sol corpo con lui. Presenta così questo mistero di amore: «Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che i gentili cioè sono chiamati in Cristo Gesù a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della promessa» (Ef 3, 5-6). Se tutti tra di noi siamo membra dello stesso corpo in Cristo e non solo tra di noi, ma anche con colui che è in noi per mezzo della sua carne, è evidente che tutti siamo una cosa sola sia tra noi che in Cristo. Cristo infatti è vincolo di unità, essendo egli al tempo stesso Dio e uomo.
   Quanto all’unione spirituale, seguendo il medesimo ragionamento, diremo ancora che noi tutti, avendo ricevuto un unico e medesimo Spirito Santo, siamo, in certo qual modo, uniti sia tra noi, sia con Dio. Infatti, sebbene, presi separatamente, siamo in molti, e in ciascuno di noi Cristo faccia abitare lo Spirito del Padre e suo, tuttavia unico e indivisibile è lo Spirito. Egli con la sua presenza e la sua azione riunisce nell’unità spiriti che tra loro sono distinti e separati. Egli fa di tutti in se stesso un’unica e medesima cosa.
   La potenza della santa umanità del Cristo rende concorporali coloro nei quali si trova. Allo stesso modo, credo, l’unico e indivisibile Spirito di Dio che abita in tutti, conduce tutti all’unità spirituale.
   Perciò ancora san Paolo ci esorta: Sopportatevi a vicenda con amore, cercate di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti, ed è presente in tutti (cfr. Ef 4, 2-6). Infatti dimorando in noi un unico Spirito, vi sarà in noi un unico Padre di tutti, Dio, per mezzo del Figlio. Lo Spirito Santo riconduce all’unità con sé e all’unità vicendevole fra loro tutti quelli che si trovano a partecipare di lui. E tutti noi evidentemente siamo partecipi dello Spirito. Infatti abbiamo lasciato la vita animale e obbediamo alle leggi dello Spirito. In tal modo abbandoniamo la nostra vita, ci uniamo allo Spirito Santo, acquistiamo una conformità celeste a lui e veniamo trasformati, in certo qual modo, in un’altra natura. Perciò siamo chiamati non più uomini solamente, ma anche figli di Dio e uomini celesti. Siamo resi cioè partecipi della natura divina.
   Tutti siamo una cosa sola nel Padre e Figlio e Spirito Santo: una cosa sola, dico, per l’identità della condizione, la coesione nella carità, la comunione alla santa carne di Cristo e la partecipazione dell’unico Spirito Santo.

lunedì 23 maggio 2022

Lunedì della VIª settimana di Pasqua

Gv 15,26 - 16,4a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto».

Il Paraclito, consolatore ed avvocato, dà testimonianza del Signore, ci ricorda le Sue parole e muove i cuori a Dio. Egli ci dà i doni necessari a camminare come discepoli, consacrati nel battesimo appartenenti a Cristo, perché possiamo diventare anche veri testimoni.
Domandiamoci innanzitutto se stiamo camminando come veri discepoli, fedeli alla Parola, umili nell’ascolto, capaci di scorgere le opere compiute dal Signore.
E inoltre, siamo testimoni di Cristo, cioè chi ci incontra viene edificato in modo positivo dal nostro esempio?

martedì 26 aprile 2022

Martedì della IIª settimana di Pasqua

Gv 3,7-15

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

È difficile immergersi nelle realtà spirituali, quando si è abituati a quelle terrene e a non lasciarsi guidare dal Signore.
È solo Lui che può presentarci il Padre e, con il Padre, donarci lo Spirito Santo e già ha fatto tutto questo con il dono del battesimo.
Oltre ad attingere ai sacramenti per avere la grazia di Dio, c’è bisogno di un padre spirituale, a garanzia che ciò che facciamo segua veramente il cammino tracciato da Cristo per una vita spirituale, anziché perdersi nei mille ragionamenti di questo mondo. La disponibilità a lasciarsi guidare, è segno dell’accoglienza dello Spirito. Viceversa, se qualcuno volesse improvvisarsi guida per altri e dare consigli senza che sia il primo a lasciarsi guidare, sicuramente non condurrà a Dio né alla vita dello Spirito, ma fuori strada. Bisogna conservarsi nell’umiltà ed apprendere  lezioni quotidiane di conversione, per poter trasmettere quanto ricevuto e non divenire un ostacolo nel cammino degli altri.

domenica 6 marzo 2022

Iª DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C - Commento

Lc 4,1-13

 
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.


Gesù si reca nel deserto e viene tentato per quaranta giorni, con la guida dello Spirito Santo. Tutto questo può sorprendere chi si ferma alla divinità di Cristo, senza considerarne l’umanità, che ha comunque bisogno di essere messa alla prova.
Ogni uomo deve superare delle prove nella vita, per verificare se le sue scelte sono autentiche e per rafforzarsi.
Gesù digiuna nel deserto, si priva di ciò che è necessario per vivere, proprio perché il diavolo è solito tentare su quello.
Anche noi dobbiamo accettare di essere tentati e possiamo superare le tentazioni se rafforziamo la nostra volontà, non solo riguardo al cibo, ma anche riguardo al potere e alla falsa preghiera.
Se la prima tentazione è comprensibile e la seconda pure, la terza è quella di chi vorrebbe piegare gli stessi voleri di Dio verso di sé, quasi obbligandolo a far qualcosa.
Da soli non possiamo superare queste prove, anche se ci impegniamo in modo costante, ecco allora che ci sono delle strade obbligate da seguire.
Innanzitutto bisogna fare ciò che il diavolo non fa, cioè utilizzare rettamente la Parola di Dio, come guida, senza distorcerla a nostro comodo.
Poi, la guida dello Spirito Santo è sempre presente per chi crede e lo invoca, quindi bisogna invocarlo e riconoscerci bisognosi del Suo aiuto.
Inoltre, chi prega e dialoga abitualmente con Dio, non può credere di poterlo obbligare a fare qualcosa, quindi bisogna impegnarsi non tanto a chiedere ma a ringraziarlo per ciò che già ci dona.
Con questi strumenti, le prove possono essere superate e la quaresima diventa tempo utile di conversione e santificazione personale.

domenica 9 gennaio 2022

Battesimo del Signore - Anno C - commento

BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO C – Festa

Lc 3,15-16.21-22
 
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo

Cristo nel battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria.
   Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare colui dal quale viene battezzato nell’acqua, ma anche di certo per seppellire totalmente nelle acque il vecchio uomo. Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi. E poiché era spirito e carne, santifica nello Spirito e nell’acqua.
   Il Battista non accetta la richiesta, ma Gesù insiste.
   Sono io che devo ricevere da te il battesimo (cfr. Mt 3, 14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l’amico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura, colui che nel ventre della madre sussultò di gioia a colui che, ancora nascosto nel grembo materno, ricevette la sua adorazione, colui che precorreva, e che avrebbe ancora precorso, a colui che era già apparso e sarebbe nuovamente apparso a suo tempo.
   «Io devo ricevere il battesimo da te» e, aggiungi pure, «in nome tuo». Sapeva infatti che avrebbe ricevuto il battesimo del martirio o che, come Pietro, sarebbe stato lavato non solo ai piedi.
   Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo. Vede scindersi e aprirsi i cieli, quei cieli che Adamo aveva chiuso per sé e per tutta la sua discendenza, quei cieli preclusi e sbarrati, come il paradiso lo era per la spada fiammeggiante.
   E lo Spirito testimonia la divinità del Cristo: si presenta simbolicamente sopra Colui che gli è del tutto uguale. Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza.
   Lo Spirito appare visibilmente come colomba e, in questo modo, onora anche il corpo divinizzato e quindi Dio. Non va dimenticato che molto tempo prima era stata pure una colomba quella che aveva annunziato la fine del diluvio.
   Onoriamo dunque in questo giorno il battesimo di Cristo e celebriamo come è giusto questa festa.
   Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell’uomo. Per l’uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti i misteri della rivelazione.
   Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli, cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.