martedì 24 marzo 2026

MARTEDÌ DELLA V SETTIMANA DI QUARESIMA

Gv 8,21-30


In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?».

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».

Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.

Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.



San Massimo di Torino, vescovo (V sec.)


Cristo nostro Signore è stato messo in croce per liberare il genere umano dal naufragio di questo mondo. Nell'Antico Testamento Mosè aveva innalzato, in mezzo ai morenti, un serpente di rame su un'asta; aveva detto al popolo di sperare nella guarigione alla vista di quel segno (Num 21,6 s). Ne veniva un rimedio di tale potenza contro il morso dei serpenti che il ferito, volgendosi verso il serpente in croce, cominciava a sperare e subito recuperava la salute. Il Signore ha ricordato quell'episodio nel Vangelo quando afferma: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo" (Gv 3,14). Il serpente è dunque il primo ad essere crocifisso da Mosè. E' giusto, poiché il diavolo per primo ha peccato sotto gli occhi del Signore (Gen 3). E' messo in croce su un'asta, e ciò è giusto, poiché l'uomo aveva sbagliato per colpa dell'albero del desiderio; ma ora è salvato dall'asta presa da un altro albero. Dopo il serpente, è l'uomo che è crocifisso nel Salvatore, certamente per punire non solo il responsabile, ma anche il peccato. La prima croce si vendica del serpente, la seconda del suo veleno; il veleno che con la sua persuasione aveva istillato nell'uomo è rigettato e guarito. Ecco cosa ha fatto il Signore per mezzo della sua natura umana: lui, l'innocente, patisce; in lui la disobbedienza, provocata dal famoso inganno del demonio, è 'pagata'; e liberato dalla sua colpa, l'uomo è liberato dalla morte. Poiché abbiamo come Signore Gesù, che ci ha liberati con la sua Passione, teniamo sempre gli occhi fissi su di lui, speriamo sempre di trovare in quel segno il rimedio alle nostre ferite. Se il veleno dell'avarizia dovesse entrare in noi, guardiamo la croce, che ci libererà; se il desiderio, quello scorpione, ci mordesse, imploriamola, ci guarirà; se i morsi dei pensieri di quaggiù ci lacerassero, preghiamola ancora e vivremo. Ecco i serpenti spirituali delle nostre anime: per camminarci sopra, il Signore viene messo in croce. Lui stesso ci dice: "Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare" (Lc 10,19).