Lc 6,36-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Giuliana di Norwich , mística (XIV sec.) • Rivelazioni dell'Amore Divino, c. 48.
"Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso." (Lc 6,36)
La base della Misericordia è l'Amore, e il compito della Misericordia è di custodirci costantemente nell'amore. Ciò mi fu rivelato in modo così esplicito, che io non avrei potuto concepire l'opera della Misericordia e il suo compito nel mondo se non unicamente quale espressione di amore; beninteso, secondo il mio modo di vedere. La misericordia è una dolce, santa attività dell'amore, unita ad un'infinita pietà; la misericordia agisce, vigilando su di noi e volgendo per noi ogni cosa in bene. La misericordia, per amore, permette talvolta che venga meno in noi la luce divina; e allora secondo il grado della nostra debolezza, cadiamo più o meno profondamente nel peccato e secondo la gravità della nostra colpa, moriamo spiritualmente; poiché ci occorre morire in misura adeguata al nostro fallo ed alla privazione della vista e della luce di Dio, che è vita nostra.
La privazione di grazia è terribile, la nostra caduta vergognosa, la morte che ne risulta, infinitamente dolorosa; ma in tutti questi frangenti il dolce sguardo d'amore e di pietà non si distoglie da noi, né cessa l'attività della misericordia di operare in noi. Considerando le proprietà della misericordia e le proprietà della grazia, vidi che entrambe lavorano, in modi diversi, per un unico amore. La misericordia è la proprietà pietosa inerente allo spirito Materno del tenero amore; la grazia è la proprietà adorabile, inerente alla regale Sovranità dello stesso amore. La misericordia opera in noi, vigilando, tollerando, incitando, e sanando per infinita tenerezza di amore. La grazia opera in noi rialzandoci, ricompensandoci, colmandoci dei suoi doni, con una generosità di molto superiore a tutti i meriti che ci siamo acquistati col nostro travaglio ed il nostro ardente desiderio, palesando apertamente a tutte le creature l'abbondante, altissima liberalità della regale Sovranità di Dio, nella sua mirabile condiscendenza; questo avviene per l'infinita abbondanza del medesimo amore. La grazia trasforma la nostra terribile aridità, in somma, infinita consolazione; la nostra caduta obbrobriosa, in nobile, dignitosa riabilitazione; la nostra penosa morte, in santa, radiosa vita.
Inoltre mi resi perfettamente conto che, mentre la nostra perversità ci procura dolori, vergogna e pene, la grazia lavora per noi in cielo, ove ci prepara altrettanta consolazione, onore e felicità. E queste sorpasseranno di gran lunga ogni nostra sofferenza terrena, e quando saremo ammessi in cielo e riceveremo la dolce ricompensa che la grazia tiene pronta per noi, ringrazieremo e benediremo Nostro Signore per la Sua generosità e ci rallegreremo eternamente di tutte le sofferenze patite sulla terra. Così sarà, in virtù di una benedetta proprietà dell'amor Divino, proprietà che conosceremo riunendoci a Dio, e che ci sarebbe per sempre rimasta ignota se non avessimo attraversato questa vita di dolore. Vedendo tutte queste cose mi toccò di ammettere che la misericordia di Dio ed il Suo perdono servono a placare e a dissipare la nostra ira.